Lettera "P-S"

Cerca la tua patologia.


Periartrite scapolomerale

Il termine periartrite scapolo-omerale è un'espressione generica che raggruppa numerose patologie muscolaritendinee e articolari che possono colpire le strutture che fanno parte dell'articolazione della spalla..  La più comune e la più frequente è l’infiammazione dei tendini che formano la cuffia dei rotatori.
La cuffia dei rotatori è formata da quattro muscoli: il sottospinoso, il sovraspinoso, il piccolo rotondo e il muscolo sottoscapolare (o muscolo intrarotatore della spalla). Viene definito col termine di “cuffia” perché questo gruppo muscolare avvolge come una cuffia la testa dell’omero.
La periartrite è dovuta all’infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori, della capsula dell’articolazione scapoloomerale (che si trova tra la scapola e l’omero) e della borsa subacromiodeltoidea (si tratta dello spazio di scivolamento tra la cuffia dei rotatori da una parte e il muscolo deltoide e l’acromion dall’altra). Può presentarsi sia in forma acuta, che cronica.
La forma acuta (detta anche spalla dolorosa) si distingue per la comparsa di un dolore alle articolazioni molto violento, che peggiora nell’arco di poche ore e qualche volta dura diversi giorni, impedendo i movimenti dell’articolazione colpita.
La forma cronica invece si sviluppa gradualmente e interessa principalmente la capsula articolare.

Le cause della periartrite scapolo omerale possono essere diverse. Quelle riscontrate sono:

– Traumi o microtraumi ripetuti nel tempo (traumi acuti o da sovraccarico).

– Alterazione della postura e della statica (rigidità del cingolo scapolo-omerale, ipercifosi dorsale).

– Alterazioni capsulo-legamentose.

– Turbe neurovascolari.

– Alterazioni gleno-omerali su impronta artrosica.

– Fattori tossici

– Fattori di predisposizione genetica come le displasie scheletriche


Piede piatto o cavo

piede piatto è un'anomalia in cui risultano alterati i rapporti anatomici del piede, caratterizzata dalla riduzione dell'arco plantare e dal conseguente aumento della superficie d'appoggio della pianta del piede. Il piede cavo è una malformazione congenita o acquisita della volta della pianta del piede. L'area di appoggio del piede è limitata alla parte anteriore ed al calcagno, la parte intermedia ha un contatto limitato o assente con la base di appoggio. Il calcagno si varizza e si verticalizza. Compromette la logica dei raggi metatarsali che perdono l'allineamento fisiologico e, durante la marcia, la caduta in flessione del primo raggio sposta il carico sul 4° e/o 5° metatarso e la modifica dei rapporti retro-avampodalici.                                                                                                                       Il grado della patologia può essere trovato con un esame baropodometrico. Il piede cavo è l'esatto contrario del piede piatto e può essere associato ad altre patologie.

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Poliartrite cronica

La poliartrite è un’infiammazione articolare a carico di più articolazioni contemporaneamente, solitamente di origine batterica. Le cause sono da ricercarsi in un’origine immunologica: il cronico processo infiammatorio porta a un danneggiamento progressivo delle articolazioni. I sintomi sono variabili, ma il dolore e la difficoltà nel muovere la zona sono generalmente due costanti. Il 70% dei casi di poliartrite si manifesta tra i 30 e i 70 anni e, nelle donne, è tre volte più frequente che negli uomini.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER

 


Polimiosite

si intende una rara forma di miopatia infiammatoria, ovvero un'alterazione patologica e degenerativa dei muscoli. Viene spesso associata alla dermatomiosite. La malattia è più diffusa nel sesso femminile e si manifesta con debolezza, mialgiefibrosi, comparsa di edema e dolore diffuso.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER

 


Pollice da sci

Il pollice dello sciatore o lesione di Stener è la rottura del legamento collaterale ulnare dell'articolazione metacarpo-falangea del pollice, una struttura posta alla base del pollice che consente al dito di essere stabile durante i movimenti e di effettuare le prese di forza.  Sebbene sia una patologia di frequente riscontro negli atleti (non solo sciatori ma anche portieri, giocatori di basket etc.), il pollice dello sciatore si verifica comunemente anche in soggetti non sportivi. Il meccanismo traumatico prevede una “abduzione eccessiva” del pollice che consiste in un movimento con notevole apertura dello spazio tra il pollice e l'indice. Tale trauma si può verificare con varie modalità: caduta sulla mano aperta che tiene il bastoncino da sci, caduta col pollice che si affonda nella neve o urta contro il suolo, urto del pollice contro oggetti (palloni, aste, utensili da lavoro etc). Due i sintomi principali: dolore e gonfiore alla base del pollice. Il dolore aumenta durante i movimenti del pollice, sopratutto nel tentativo di afferrare con forza gli oggetti. Purtroppo, il riposo associato ad una terapia antalgica risolvono spesso i sintomi in qualche settimana senza che, tuttavia, vi sia un'effettiva guarigione dell'articolazione che resta instabile. La lesione del legamento, infatti, evolve in una “lassità cronica” ed il soggetto affetto lamenta una costante perdita di forza e difficoltà nell'afferrare gli oggetti con ripercussioni sia sulle attività sportive che sulle attività quotidiane. A questo punto, generalmente si mettono in atto alcuni “trucchetti” per continuare ad usare il pollice (come ad esempio utilizzare solo la punta del pollice per pinzare gli oggetti) adattandosi a convivere con la lesione. Inevitabilmente, però, si verifica una progressiva degenerazione dell'articolazione con comparsa di una artrosi metacarpo-falangea che, alla lunga, porterà ad una limitazione funzionale dolorosa dell'articolazione. Un corretto trattamento della lesione di Stener necessita di un intervento chirurgico a causa dell'interposizione di un tendine (adduttore del pollice) che impedisce la guarigione del legamento. Dopo l'intervento il pollice ed il polso vengono immobilizzati con una stecca che viene rimossa dopo tre-quattro settimane. La rimozione dei punti avviene, in genere, dopo 10-12 giorni. Dopo aver rimosso la stecca è necessaria un'intensa riabilitazione per consentire un recupero completo e precoce della funzionalità del pollice.


Postura

è la posizione del corpo umano nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei. La postura può essere: in stazione eretta (monopodalica o bipodalica), da seduto, in decubito (prono, supino, laterale). La  postura altro non è che il rapporto del corpo nei tre assi dello spazio.

La corretta postura può definirsi sinteticamente come la deformazione coerente della gravità, in altre parole la corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in deambulazione che in stazionamento; ad essa vengono a concorrere vari fattori (neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali).

 

La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa nell'ambiente in cui vive, determinato anche da stress, traumi fisici ed emotivi, posture professionali scorrette ripetute e mantenute nel tempo, respirazione scorretta, squilibri biochimici derivati da una scorretta alimentazione, ecc..

Da quanto detto si evince che la postura dell'uomo è in costante e progressiva modificazione.

I fattori precedentemente elencati incidono a livello muscolare determinando un aumento dello stato di contrazione che si aggiunge al tono basale preesistente.

Questo permanente stato di eccitazione con il passare del tempo crea stati di accorciamento muscolare permanente, tecnicamente definiti retrazione muscolare.

Gli effetti di una postura inquinata e quindi della retrazione muscolare si manifestano a livello articolare sotto forma di compressione, rotazione assiale e traslazione, determinando modificazioni della struttura scheletrica (scoliosi, iperlordosi, ipercifosivalgismo e varismo delle ginocchia, ecc.) e possono evolvere in disordini posturali importanti fino a vere e proprie patologie.

La corretta postura può essere determinata anche dall'occlusione dentale.


Problematiche viscerali

Il Sistema Nervoso somatico ed il Sistema Nervoso Autonomo sono in stretta relazione, attraverso la cute, i muscoli e i visceri, cosi come evidenziano gli ultimi studi delle Neuroscienze che hanno descritto l’esistenza del metamero vegetativo e dei riflessi viscero-somatici.

La stimolazione dei recettori viscerali attiva il riflesso viscero-somatico che determina un aumento del tono muscolare, provocando cosi adattamenti posturali soprattutto a carico del bacino.

E’ cosi importante integrare la visita medica internistica nel rispetto di un approccio globale alla valutazione del paziente.


Protrusione discale

è una degenerazione del disco intervertebrale, che ha perduto la sua consistenza e la sua capacità di ammortizzare i carichi delle vertebre. Quando il disco intervertebrale comincia a deformarsi, assume dimensioni e spessori anomali. Questo ne determina la protrusione, ovvero il disco intervertebrale interposto tra due vertebre (che è costituito da una parte esterna detta anello fibroso e una parte interna definita nucleo polposo) forma una sporgenza diffusa e regolare, riducendo in tal modo la sua funzione ammortizzatrice e riducendo lo spazio interdiscale.

Il dolore a livello lombare è dovuto all’irritazione o compressione dei nervi che si distribuiscono all’anello fibroso come alle strutture vicine (legamento longitudinale posteriore, periostio che ricopre le vertebre, formazioni capsulo legamentose, etc).

Può esistere senza alcuna manifestazione dolorosa oppure manifestarsi con dolore localizzato o diffuso sia al plesso brachiale che al nervo sciatico.
Una protrusione discale importante può essere definita come l’anticamera dell’ernia del disco.


Psicosomatizzazioni

La psicosomatica è una branca della psicologia medica volta a ricercare la connessione tra un disturbo somatico (anche generico) e la sua eziologia spesso di natura psicologica.

Il suo presupposto teorico è la considerazione dell'essere umano come inscindibile unità psicofisica; tale principio implica che in ogni forma morbosa - e finanche nel trauma accidentale - accanto ai fattori somatici giochino un ruolo anche i fattori psicologici.

L'interconnessione tra un disturbo e la sua causa d'origine psichica si riallaccia alla visione olistica del corpo umano, all'interno della consapevolezza che corpo e mente sono strettamente legati tra loro.

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Pubalgia

è una tendinopatia inserzionale di natura infiammatoria che interessa le inserzioni (mioentesite) dei muscoli adduttori della coscia per sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti. E’ caratterizzata da dolore in sede inguinale e/o pubica e/o sulla faccia interna delle cosce. La si classifica in tre categorie diverse che sono:
-  Tendinopatia Inserzionale:  la pubalgia è causata da microtraumi ripetuti a carico dei muscoli adduttori della coscia e dei muscoli addominali. Il punto critico di queste inserzioni muscolari è la sinfisi pubica che rappresenta la zona in cui le forze ascendenti e discendenti dei muscoli coinvolti si scaricano.

 

-  Sindrome Sifisiaria: causata da microtraumi indotti dai muscoli adduttori che agendo in allungamento e in modo non bilanciato fra i due arti creano una sorta di cedimento a livello della sinfisi. Questa situazione porta ad uno squilibrio della stabilità e dell'equilibrio del bacino. È questa una situazione che si viene a creare soprattutto nell'età dello sviluppo durante la quale la sinfisi è già di per sé più debole.

 

- Sindrome della guaina del retto addominale o del nervo perforante del retto addominale del calciatore: la pubalgia è causata dal gesto del calciare durante il quale si ha una forte tensione a livello della muscolatura addominale. Questa tensione a volte crea una fissurazione della fascia superficiale con conseguente stiramento e compressione a carico del nervo perforante che da vita poi alla sindrome algica.


Lettera "S"

Sclerodermia

La sclerodermia è una malattia cronica di tipo autoimmune (il sistema immunitario del malato attacca i suoi stessi tessuti.

A causa di un'abnorme attività di fibrosi, combinata a un malfunzionamento del microcircolo periferico, la sclerodermia causa l'ispessimento della pelle.

Essendo una patologia del connettivo, la manualità del linfodrenaggio aiuta a ridurre le fibrosi.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER


Scoliosi

è un dismorfismo del rachide che si presenta come una deviazione laterale, permanente, della colonna vertebrale associata alla rotazione dei corpi vertebrali. Questa rotazione si accompagna ad una deformazione dei dischi intervertebrali e a retrazioni (accorciamenti) dei muscoli e dei legamenti.
La rotazione delle vertebre determina il gibbo, in genere costale.

La colonna vertebrale scoliotica contiene muscoli atrofici ad un lato e muscoli ipertrofici dall'altro che la deformano ed è spesso associata a cifosi e lordosi accentuate.

 

SINTOMI: I sintomi della scoliosi variano da individuo a individuo, nella maggior parte dei casi, la scoliosi non è dolorosa, ma ci sono alcuni tipi di scoliosi che possono causare mal di schiena. I sintomi più comuni sono:

spalle ad altezza differente (una scapola più prominente dell'altra)

testa in posizione non direttamente centrale rispetto al bacino

anca sollevata e prominente

coste ad altezze differenti

fianchi irregolari

variazioni nel colore e nella consistenza della cute che ricopre la colonna vertebrale

inclinazione di tutto il corpo verso un lato

prominenza delle coste quando ci si china

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Sindrome cuffia dei rotatori

l'insieme di manifestazioni cliniche che riguardano la parte anatomica chiamata cuffia dei muscoli rotatori della spalla (che regolano l'articolazione stessa della spalla), che accomuna sotto tale definizione quattro muscoli: sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare (e relativi tendini).

La lesione della cuffia dei rotatori è spesso associata a lesione del capo lungo del muscolo bicipite, attivo durante la flessione e l'abduzione della spalla. Nelle persone sedentarie, alcuni difetti posturali associati ad attività lavorative che impongono posizioni viziate, possono causare a lungo andare un aumento della cifosi dorsale (incurvamento in avanti del tratto toracico della colonna vertebrale). Tale atteggiamento posturale, chiamato volgarmente gobba, proietta in avanti le spalle sottoponendo la cuffia dei rotatori a tensioni eccessive. Non a caso il dolore alla spalla rappresenta la seconda causa più frequente di assenteismo dal lavoro dopo la lombalgia.
SINTOMI: oltre al dolore, che spesso si accentua durante il riposo notturno, e deficit della forza durante movimenti specifici (portare il braccio verso l’esterno e in alto), i pazienti spesso lamentano difficoltà e dolore legati a movimenti quotidiani come la pettinatura dei capelli, il riposo notturno su un fianco o l'allacciamento del reggiseno.


Sindrome di Ehlers Danlos (EDS di tipo ipermobile)

La EDS comprende un gruppo clinicamente e geneticamente eterogeneo di patologie a carico del tessuto connettivo. Colpisce prevalentemente il tessuto connettivo, ed è causata da un difetto nella sintesi di un collagene (un componente della matrice extracellulare) ed altre proteine del tessuto connettivo e cioè il materiale costitutivo di gran parte dei tessuti e degli organi del nostro corpo come tendini, legamenti e cartilagine. Si trasmette per via genetica. 

Secondo la più recente classificazione di Villefranche le forme più comuni di EDS sono le seguenti:

Classica (ex I e II)

Ipermobile (ex III) la più frequente

Vascolare (ex IV) 

Cifoscoliotica (ex VI)

Artrocalasia (ex VII a, VII b)

Dermatosparassi (ex VII c)

 

SINTOMI (EDS di tipo ipermobile): ipermobilità delle articolazioni, iperestensibilità della cute, lussazioni frequenti, dolore cronico ad arti e articolazioni, fatica cronica e deficit propiocettivo (vedi anche voce corrispondente). Sono spesso presenti disturbi cardiaci quale prolasso della valvola mitralica. Questi pazienti sono caratterizzati da disturbi dell’equilibrio frutto della propiocezione povera cioè della minore capacità dei muscoli di dare informazioni corrette sul posizionamento e quindi sul movimento degli arti e del corpo. Al momento non esiste una terapia standardizzata; la ricerca mostra sempre più l’importanza di fare attività motoria e una terapia riabilitativa mirata al recupero del deficit propiocettivo.

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Sindrome femoro- rotulea

si intende l'insorgenza di un dolore anteriore di ginocchio legato al malfunzionamento del meccanismo di scorrimento tra rotula e femore. Il ginocchio ha il compito di mantenere l’equilibrio statico, dinamico e tridimensionale del corpo, basandosi su un complesso rapporto tra strutture ossee, cartilaginee e armonizzando tutti i gruppi muscolari, che intervengono nei diversi movimenti. In questa complessa struttura, la rotula, o patella, svolge un’importante funzione, perché durante la contrazione del quadricipite centra e blocca il movimento di flessione del ginocchio, comportandosi come una “puleggia”; in questo modo la forza che il muscolo esercita aumenta di oltre il 50% e distribuendo gli sforzi applicati al tendine rotuleo attraverso i quattro ventri muscolari del quadricipite, stabilizza il ginocchio durante i movimenti rotatori.


Sindrome di Meniere

La malattia di Meniere è dovuta ad una aumentata pressione di liquidi nell'orecchio interno. I liquidi dell'orecchio interno vengono continuamente prodotti e riassorbiti dal sistema circolatorio. Ogni alterazione di questo delicato meccanismo può dare una super-produzione od un ridotto riassorbimento dei fluidi. Questo porta ad un aumento della pressione dei liquidi  che provoca vertigine, e che può essere associata o no ad ipoacusia fluttuante ed acufeni. Fortunatamente ciò avviene in genere in un solo orecchio. Una valutazione completa è necessaria in tutti i casi di malattia di Meniere per determinare le cause della aumentata pressione dei liquidi dell'orecchio interno. Fattori circolatori, metabolici, tossici, allergici, o emotivi, possono avere un ruolo in tutti i casi di malattia di Meniere

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER

 


Sindrome Tunnel carpale

descrive il dolore del nervo mediano  nel suo passaggio attraverso il canale carpale dove viene compresso. Il nervo mediano innerva (porta le informazioni dal Sistema Nervoso Centrale) i muscoli della porzione anteriore dell’avambraccio e della mano e esprime la componente sensitiva la cute del palmo e delle prime 3 dita. Spesso la sindrome è associata e dovuta ad una sofferenza del tratto cervico dorsale della colonna vertebrale che potrebbe non essere ancora manifesta.

SINTOMI: 

Dolore, senso di intorpidimento e formicolio al polso, alla mano e alle dita. sintomi peggiorano con il tempo e tendono a farsi più acuti e insopportabili durante la notte. Sono più frequenti nei soggetti che utilizzano le mani per lavori di precisione e tipicamente ripetitivi, in gravidanza e nei soggetti affetti da artrite reumatoide.


Sinusite

è un processo infiammatorio, acuto o cronico, delle mucose dei seni paranasali, spesso accompagnata da un processo infettivo primario o secondario.

La mucosa infiammata aumenta il proprio volume, determinando un restringimento degli osti di comunicazione tra seni paranasali e cavità nasali. Questo dà origine ad un ristagno del muco all'interno dei seni, che diviene un sito ideale per la crescita di batteri giunti dalle cavità nasali o dalla cavità orofaringea. Si determina così una sovrapposizione tra infiammazione (che può essere di varia origine, ad esempio allergica) ed infezione.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER

 


Sistema Linfatico

è un sistema di drenaggio a una via che trasporta i fluidi dallo spazio interstiziale dei tessuti al torrente circolatorio sanguigno. La sua principale funzione è il trasporto di proteineliquidi e lipidi (specialmente per i vasi drenanti l'intestino) dall'interstizio al sistema circolatorio sanguigno, ma presenta anche ruoli di filtraggio e nella risposta immunitaria favorendo l'arrivo di antigeni agli organi linfoidi periferici per innescare i meccanismi immunitari.

Non tutti gli organi sono drenati dal sistema linfatico. Il sistema nervoso centraleossamidollo osseoparte materna della placenta e l’endomisio dei muscoli mancano di vasi linfatici, anche se sono provvisti di condotti prelinfatici in grado di drenare il liquido interstiziale ai linfonodi zonali.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER

 


Sistema Nervoso Autonomo

è costituito da porzioni anatomicamente e funzionalmente distinte ma sinergiche:

Sistema Nervoso Parasimpatico

Sistema Nervoso Simpatico

Sistema Nervoso Enterico, detto anche Vegetativo o Viscerale; è quell'insieme di cellule e fibre che innervano gli organi interni e le ghiandole, controllando le cosiddette funzioni vegetative, ossia quelle funzioni che generalmente sono al di fuori del controllo volontario, per questo viene anche definito "sistema autonomo involontario.” 

Ha la funzione di regolare l'omeostasi dell'organismo ed è un sistema neuromotorio non influenzabile dalla volontà che opera con meccanismi appunto autonomi, relativi a riflessi periferici sottoposti al controllo centrale. Innerva la muscolatura liscia, i vasi sanguigni e l’attività secretoria.

 

Sistema Nervoso Somatico: è parte del Sistema Nervoso Periferico associato al controllo volontario dei movimenti, attraverso l'azione dei muscoli scheletrici.

Comprende nervi efferenti, o motori, il cui corpo cellulare si trova nell'encefalo e nel midollo spinale. Usciti dal sistema nervoso centrale essi si dirigono direttamente ai muscoli scheletrici striati.

Il neurotrasmettitore usato dalle terminazioni del neurite per attivare il muscolo è l'acetilcolina, pertanto esse si dicono colinergiche. Queste terminazioni formano la placca motrice ove rapportano con fibre muscolari fasci che sono o di tipo 2 (a contrazione veloce e di breve durata), o di tipo 1 dette fibre toniche (a contrazione lenta e di lunga durata), assumendo un aspetto a grappolo.

 

Sistema  Nervoso Periferico: è l'insieme dei gangli nervosi e dei nervi che si possono individuare all'esterno dell'encefalo e del midollo spinale. I gangli nervosi sono dei particolari raggruppamenti di neuroni, addetti alla ricezione delle informazioni da recettori. Il sistema nervoso periferico si può suddividere in due sottocategorie: il Sistema Sensoriale e il Sistema Motorio.

Il Sistema Sensoriale è composto da due tipi di neuroni, dei quali uno riceve le informazioni provenienti dall'ambiente esterno (quindi dagli organi di senso come le orecchie o gli occhi) e l'altro è atto a trasportare fino al cervello le informazioni provenienti dal corpo della persona (es. concentrazione di anidride carbonica nel sangue).

Il Sistema Motorio si può suddividere a sua volta in somatico e autonomo.

Il sistema somatico trasmette i segnali ai muscoli scheletrici, in particolare quando c'è da attuare una risposta veloce ad uno stimolo di pericolo, come una scossa o una scottatura: sono i riflessi. Comunque gran parte degli stimoli del sistema somatico sono volontari.

Il sistema autonomo trasmette i segnali ai muscoli lisci cioè stimola reazioni non volontarie. I segnali sono sotto il controllo del Sistema Simpatico o Parasimpatico.

 

Sistema Nervoso Simpatico: detto anche Ortosimpatico per contrapporlo al Parasimpatico costituisce una parte del Sistema Nervoso Autonomo.

Il suo centro direttivo è situato in due file di neuroni, organizzati in gangli, situati lungo la colonna vertebrale. Dai gangli si diramano fibre che innervano le ghiandole e i muscoli degli organi interni. I neurotrasmettitori del sistema simpatico sono noradrenalina-post sinaptico e acetilcolina-pre sinaptico.

 

Spondilite anchilosante: vedi anche Morbo di Bechterew


Strabismo

consiste in una deviazione degli assi visivi causata da un malfunzionamento dei muscoli oculari estrinseci che può non dare conseguenze evidenti ma che spesso porta alla perdita di un importante indizio di profondità. In ambito posturale sono importanti da valutare le alterazioni della oculomotricità, cioè i difetti di convergenza oculare e gli strabismi latenti (forie), perchè sono responsabili di asimmetrie e quindi di tensione a carico dei muscoli che garantiscono il movimento sinergico di occhi, collo, braccia, gambe, corpo. In patologia, se un occhio converge di meno, il nostro Sistema Posturale si adatta nel tentativo di aiutarlo.


Strappo muscolare

o distrazione muscolare è una lesione piuttosto grave che causa la rottura di alcune fibre che compongono il muscolo. Tale lesione è generalmente causata da un'eccessiva sollecitazione (brusche contrazioni o scatti improvvisi) ed è piuttosto frequente in ambito sportivo (soprattutto negli sport che richiedono un movimento muscolare esplosivo come sollevamento pesi, baseball, calcio, gare di sprint e di salto).
Spesso gli strappi muscolari avvengono in condizioni di scarso allenamento o quando il muscolo è particolarmente stanco o impreparato a sostenere lo sforzo (mancato riscaldamento). 

In relazione al numero di fibre, gli strappi muscolari si possono classificare in tre stadi.

Lesione di primo grado: in questo tipo di lesione sono danneggiate solo poche fibre muscolari (meno del 5%). Il danno è tutto sommato modesto e viene avvertito come un leggero fastidio che si accentua durante la contrazione e l'allungamento muscolare. In caso di lesione di primo grado non si ha quindi un'importante perdita di forza o limitazione del movimento. 

Lesione di secondo grado o lesione grave: la gravità dello strappo aumenta poiché viene coinvolto un maggior numero di fibre. Il dolore, acuto è simile ad una fitta e viene chiaramente avvertito in seguito ad una violenta contrazione muscolare. La lesione interferisce con il gesto atletico ma consente allo sportivo di continuare la gara o l'allenamento. Tuttavia il dolore può essere aggravato da ogni tentativo di contrarre il muscolo.

Lesione di terzo grado o lesione gravissima: l'alto numero di fibre coinvolte causa una vera e propria lacerazione del ventre muscolare (completa o semi completa coinvolge comunque almeno 3/4 delle fibre). Tale lesione si avverte alla palpazione come un avvallamento, un vero e proprio scalino che testimonia l'entità della rottura. 
Il dolore, violentissimo determina una completa impotenza funzionale tanto che se la lesione coinvolge gli arti inferiori l'atleta si accascia immediatamente al suolo.

SINTOMI:

Una distrazione di II o di III grado si accompagna, nella maggior parte dei casi, ad edema e gonfiore. Il muscolo scheletrico è irrorato da una fitta rete di capillari che in caso di strappo vengono lesionati. Tale rottura causa uno stravaso ematico più o meno evidente a seconda dell'entità e della localizzazione della lesione. Se nei traumi più lievi il sangue rimane all'interno del muscolo, in quelli più gravi migra in superficie dove si accumula e forma evidenti ematomi. Dopo circa 24 ore si può apprezzare un livido localizzato più in basso rispetto alla sede dello strappo a testimonianza dello stravaso ematico. Può inoltre insorgere una contrattura muscolare "di difesa" grazie alla quale l'organismo cerca di immobilizzare l'area interessata per favorire il recupero ed evitare che la situazione peggiori ulteriormente. Aiutare il Sistema Linfatico a velocizzare la eliminazione dell’edema, riduce i tempi di recupero post traumatico.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER