Lettera "G-I"

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Ginocchia vare e valghe

(vedi anche dismorfismo) per ginocchio valgo si intende una deformità del ginocchio dove questi tende verso l'interno. Al contrario, il ginocchio varo è quando tende verso l'esterno. La deformità è dovuta alla tibia che distalmente si allontana dal piano sagittale mediano. Fra le manifestazioni associate, spesso si riscontra la coxa vara, ovvero un'anomalia collegata dell'anca dove anch'essa mostra la stessa deformità. Più raramente si incontrano sindromi come la displasia metafisiaria. Risulta ostacolato il passo della persona. Fra le varie cause è stata riscontrata una correlazione con l'obesità e la postura.


Gonalgia

ovvero il dolore al ginocchio, è un disturbo comune che può essere provocato da svariate cause, molto diverse l’una dall’altra: conseguente ad un trauma distorsivo (associato a lesione di legamenti o di menisco), ad un problema artrosico del ginocchio (gonartrosi), in ambito sportivo alla infiammazione del tendine rotuleo  (ginocchio del saltatore), all’apofisi tibiale su base genetica (malattia di Osgood Schlatter).

Ancora: su base reumatica (artrite reumatoide, gotta), patologie a carico della cartilagine della rotula (condropatia rotulea, nota anche come ginocchio del corridore) o una borsite (il ginocchio della lavandaia).

Infine su base posturale.

I sintomi variano in funzione della severità e del tipo di patologia responsabile della gonalgia e quindi dell’interessamento delle diverse strutture del ginocchio. In generale è possibile distinguere situazioni di dolore acuto, associate ad un trauma, e altre di dolore cronico.


Gonartrosi

dolore del ginocchio che ha come causa la artrosi (vedi gonalgia).


Lettera "I"

Incontinenza urinaria

è la perdita involontaria di urina al di fuori dell’atto della minzione. 

La regione muscolare comunemente definita come Pavimento Pelvico è un'area romboidale che si estende dalla sinfisi pubica al coccige, chiudendo il bacino verso il basso. Svolge innanzitutto la funzione di sostenere gli organi pelvici come l'utero e la vescica.

Il contenimento di tali organi - anche quando la donna è in posizione eretta o esegue attività fisiche come il semplice camminare, che comportano uno sforzo, quindi un aumento della pressione endoaddominale - necessita dell'integrità del sistema muscolo-fasciale di sostegno e della sua innervazione

Da poco ha iniziato a diffondersi una maggiore attenzione, teorica e pratica, nei confronti di prolassi e incontinenza femminile. Da poco si riconosce la giusta dignità ed efficacia ai cosiddetti approcci riabilitativi "conservativi" che spesso sono in grado di integrare o addirittura evitare i tradizionali interventi di tipo chirurgico o farmacologico.

La tutela del pavimento pelvico passa infatti anche e soprattutto dalla capacità di ogni donna di riconoscerlo e attivarlo in modo automatico durante lo svolgimento delle azioni quotidiane.

ANATOMIA:

Vanno distinti tre piani muscolo-aponeurotici:

A) Il Diaframma Pelvico, ossia lo strato più interno, formato dall'elevatore dell'ano con i suoi fasci ilio-coccigei, pubo-coccigei (medialmente ai quali decorrono i fasci dei due muscoli pubo-rettali) e ischio-coccigei. Sulla linea mediana del diaframma pelvico troviamo un'apertura attraverso la quale passano sia il retto che la vagina e l'uretra.

 

B) Il diaframma urogenitale ha invece la forma di un triangolo ed è situato inferiormente all'elevatore dell'ano nella porzione anteriore del perineo. Presenta un'apertura sulla linea mediana, attraverso cui passano l'uretra e la vagina.

 

C) Strato Superficiale degli sfinteri. Di questo fanno parte quattro muscoli. L'ischio-cavernoso (dalla tuberosità ischiatica alla radice del clitoride); Il bulbo-cavernoso o costrittore della vagina (dal Centro fibroso Tendineo del perineo al clitoride); Il trasverso superficiale del perineo (dal Centro Fibroso Tendineo del perineo alla tuberosità ischiatica); Lo sfintere dell'ano (situato posteriormente). La porzione anteriore dello strato degli sfinteri è anche detta loggia bulbo-clitoridea e accoglie i corpi cavernosi del clitoride oltre ai bulbi del vestibolo.

 

La complessa struttura muscolare del pavimento pelvico risulta di grande importanza durante tutto l'arco della vita della donna.

Una ridotta consapevolezza e percezione del proprio perineo, ad esempio, si traduce spesso, anche in ragazze giovani, in una ridotta capacità di provare piacere durante il rapporto sessuale e con l’avanzare della età progressiva e inevitabile perdita di tonicità, sensibilità e controllo dello stesso.

Molte donne riscoprono questa parte del proprio corpo solo in momenti "critici" della propria vita come il parto, oppure nel post-parto o in caso di prolasso.

C’è da ricorda provocatoriamente che la gravidanza in realtà non dura 9 mesi ma 18. Nove mesi di gestazione e nove mesi di puerperio e recupero.

Oggi esistono diversi Percorsi Riabilitativi di sicuro successo, in grado di evitare o comunque integrare le più tradizionali strategie invasive.

- La Chinesiterapia, che consiste nell'esecuzione di alcuni semplici esercizi di contrazione e rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico, in grado favorire la presa di coscienza e il rafforzamento di tutto il sistema di sostegno degli organi pelvici  
- L'elettrostimolazione, indicata nei casi in cui i muscoli perineali non riescono ad essere contratti volontariamente ed in modo adeguato.
-Il Biofeedback, che consiste nell'impiego di strumenti capaci di registrare una contrazione o un rilassamento muscolare che potrebbero non essere percepiti dalla donna. Il segnale viene quindi trasformato in segnale visivo, permettendo alla paziente di verificare le contrazioni o il rilassamento e di imparare a compierli in modo corretto.

-la Terapia Posturale, che riduce la pressione endoaddominale attraverso il riequilibrio muscolare in relazione con il pavimento diaframmatico.

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Incoordinazione motoria

è la incapacità di coordinazione motoria e cioè di compiere i movimenti del corpo nello spazio circostante in modo efficace, attraverso la regolazione automatica che il Sistema Posturale che adatta il tono muscolare ed i gesti a stimoli imprevisti.

La capacità di orientamento, di equilibrio, di coordinazione tra arti inferiori ed arti superiori, associato ai movimenti oculari, sono qualità garantite dalla propriocettività del Sistema Posturale.

La memorizzazione di tali sequenze motorie avviene nei primissimi anni di vita e, in caso di registrazione anomala, il disturbo di coordinazione motoria si trascina nella vita adulta, inficiando la funzionalità, la destrezza, la grazia e la vitalità dei movimenti.

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Ipercifosi

La cifosi (dal greco κυφς - cyphos) è una curvatura fisiologica dorsale della colonna vertebrale, con concavità anteriore intesa in senso antero-posteriore ed è pertanto visibile di profilo. Quando l'angolo della cifosi supera i 35° si parla di ipercifosi, dorso curvo o, nel linguaggio popolare, di gobba o "sindrome del Conti"; in questo caso rientra nella classificazione dei dismorfismi (o paramorfismi) o deformità sagittali del rachide (vedi anche dismorfismo).


Iperlordosi

La lordosi (dal greco λόρδωσις, "curvatura", "piegamento"; derivato di λορδόω, "curvarsi", "piegarsi") è caratterizzata da un infossamento profondo della colonna vertebrale nella regione lombare e cervicale, che proietta il bacino e il rachide cervicale verso i punti di baricentro del corpo ( vedi anche dismorfismo).

In una colonna vertebrale normale troviamo due tipi di curve, osservandola sul piano sagittale mediano:

la lordosi cervicale e la lordosi lombare;

la cifosi toracica e la cifosi sacrale.

In direzione cranio - caudale quindi troviamo una lordosi cervicale, poi la lunga cifosi toracica, che si continua fino ad Lombare

In seguito abbiamo la lordosi lombare ed infine la piccola cifosi sacro-coccigea.

Queste curve sono determinate dal diverso spessore di corpi e dischi vertebrali tra la loro parte anteriore e posteriore.

È proprio l'alternanza di queste quattro curve a dare alla colonna importanti proprietà elastiche e resistive, molto superiori a quelle di un'ipotetica colonna dorsale completamente dritta.

 

L'iperlordosi è un'accentuazione della curvatura della colonna vertebrale; la iperlordosi del tratto lombare (che proietta indietro il bacino) è considerata patologica quando l'angolo di curvatura lombare è maggiore di 40-50°, quindi il soggetto porta eccessivamente all'indietro i glutei e in avanti l'addome.

L'iperlordosi può essere provocata da alterazioni congenite del bacino o derivare da processi patologici a carico della colonna vertebrale; tra questi ultimi rientrano fratturerachitismoernia del disco e osteoporosi.

In alcuni casi, l'iperlordosi deriva da difetti posturali. Inoltre, un'accentuazione della fisiologica lordosi avviene anche nel corso degli ultimi mesi di gravidanza.