Lettera "C-D"

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Catarro Tubarico

o otite trasudativa o mucotimpano: La malattia è determinata dalla formazione e dal ristagno di un versamento di muco all'interno dell'orecchio medio.

Nei bambini il fenomeno è cronico ed è secondario alle patologie delle adenoidi e delle tonsille (ipertrofia adenoidea e tonsillare). 

Negli adulti la patologia può essere ad insorgenza acuta secondaria a brusche variazioni di pressione (dopo un volo aereo, nei subacquei, negli aviatori) oppure recidivante o cronica quando è dovuta a cause nasali (deviazione del setto, ipertrofia dei turbinati, poliposi nasale) o rinofaringee (persistenza di adenoidi, fibromi, neoplasie).

Il paziente accusa: ipoacusia (di tipo trasmissivo), vertigini e otodinia (nelle forme barotraumatiche).Il Linfodrenaggio Manuale aiuta la eliminazione del muco accumulato.

Terapie consigliate :

Linfodrenaggio Manuale Vodder


Catena Cinetica Posteriore

i muscoli sono in realtà strutturati in lunghe catene muscolari . La lunghezza (l'elasticità) di ogni singolo muscolo è strettamente legata a quella di tutti i muscoli appartenenti alla stessa catena. E’ difficile isolare funzionalmente un organo o una struttura. Un gruppo di muscoli in tensione esercita un'influenza su gli altri muscoli vicini, sia per un fattore fisico che nervoso (i neuroni eccitati eccitano quelli vicini) .
Tutti gli elementi di una catena cinetica sono solidali, così che tutte le azioni localizzate (sia allungamenti che accorciamenti) provocano il raccorciamento del sistema, per flessione o rotazione.

Mézières definisce quattro catene:

 

La catena muscolare posteriore è la più estesa ed è formata da tutti i muscoli profondi e superficiali che vanno dalla linea occipitale alla punta delle dita dei piedi, risale anteriormente sino al ginocchio ed é costituita dai muscoli detti della "statica": 
trapezio, gran dorsale, romboidei, elevatore della scapoladentati (serratus)erettore della colonna, trasverso spinoso, interspinosi e intertrasversisemimembranoso, semitendinoso, gracile, bicipite femorale, adduttori , popliteo, gemelli (grastrocnemio), soleo, tibiale posteriore, flessori lunghi delle dita e plantari del piede.

La catena muscolare antero-inferiore (fascia cervico-toraco-addomino-pelvica) è formata: dal tendine centrale, dal diaframma, dall'ileopsoas e dalla fascia iliaca.

La catena muscolare inspiratoria é formata: dai muscoli nucali piccolo e grande retto posteriore, dal lunghissimo di capo e collo e dal tendine centrale che collega il rachide cervicale al diaframma e all'asse viscerale.

La catena muscolare anteriore dell'arto superiore è composta: dal muscolo coraco-brachiale, dal bicipite, dal brachialedal brachio-radiale, dal lungo supinatore, da tutti i muscoli flessori e pronatori dell'avambraccio compresi i muscoli dell'eminenza tenar e ipotenar.

 

La catena cinetica posteriore, vista la sua estensione, interviene in tutti i movimenti tanto come motore che come freno del movimento ed è implicata in tutti i dismorfismi.

Le altre catene sono sinergiste della catena posteriore.

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Cefalea muscolotensiva

è la più frequente (90%) tra le cefalee. È caratterizzata da dolore di qualità gravativo-costrittiva al capo, soventemente associato all'aumento del tono dei muscoli del capo e/o della nuca. Il termine tensivo deriva da osservazioni ormai superate che facevano risalire il dolore alla contrazione dei muscoli del capo o del collo. Attualmente si ritiene che la cefalea di tipo tensivo non abbia un’unica causa definita. Il dolore della cefalea di tipo tensivo viene sovente descritto come una forte sensazione di compressione della testa; Il dolore non è pulsante ed è frequentemente bilaterale e talora può essere anche molto intenso.

Dura 4-6 ore, ma può anche manifestarsi per minuti, un giorno intero, per diversi giorni o mesi, talora per anni. La sua comparsa o intensità è influenzata da stress emotivi, ansia e depressione.

Può coesistere aumentata dolorabilità dei muscoli della testa alla palpazione manuale (cefalea di tipo tensivo associata a dolorabilità dei muscoli pericranici ).


Cellulite

denominata panniculopatia edemato-fibro-sclerotica o PEFS, indica una condizione alterata del tessuto sottocutaneo che è ricco di cellule adipose. Si trova sotto la pelle ed è caratterizzata da ipertrofia delle cellule adipose, dove, negli spazi intracellulari si accumulano liquidi (residui dei processi biochimici dell'organismo) in eccesso.  L’equilibrio del sistema venoso e linfatico (la linfa è un liquido che raccoglie i materiali di scarto dell’organismo e scorre nei vasi linfatici) è modificato con un rallentamento del flusso sanguigno e una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti. Il Linfodrenaggio Manuale riduce la ritenzione idrica e aumenta il flusso sanguigno. La Terapia Posturale aiuta a modificare la postura, migliorando la circolazione sanguigna e la qualità motoria del paziente.


Cervicalgia

si intende un dolore localizzato al rachide cervicale (tra C1 e C7) che ne limita il movimento e rappresenta uno dei segni presenti nell'artrosi che interessa tale segmento scheletrico. Si può avere una sintomatologia algica alla colonna cervicale anche in assenza di alterazioni artrosiche. 
In quest'ultimo caso è il risultato di alterazioni posturali con squilibro dei muscoli della colonna cervicale. Tali condizioni si realizzano in seguito a prolungate posture scorrette e possono sommarsi in senso peggiorativo ad un’eventuale patologia degenerativa artrosica.


Cervicobrachialgia

significa dolore che origina dal rachide cervicale (tra C1 e C7) e si irradia verso le dita della mano seguendo il decorso del plesso brachiale, ovvero i nervi che collegano il midollo spinale al braccio.
L’ernia del disco è la causa più frequente, ma non l'unica di questo disturbo che consiste in una fuoriuscita del Nucleo polposo oltre l’Anulus fibroso.

Dal rachide cervicale partono i nervi spinali del plesso brachiale che innervano l’arto superiore fino alle dita. Se il nucleo polposo esce dalla sua sede anatomica e va a comprimere le radici nervose, può causare oltre al dolore terribile e costante, intorpidimento, bruciore, debolezza muscolare e formicolio.

In rarissimi casi i pazienti riferiscono sintomi bilaterali, ma qualcuno avverte pesantezza e debolezza ad entrambi gli arti superiori. 

Il sintomo principale  è il dolore  a livello del collo, , della spalla, della parte superiore della scapola,  del braccio, dell’avambraccio e della mano.
Il collo è spesso bloccato nei movimenti di rotazione, anche la spalla e il braccio possono avere grosse limitazioni del movimento.
Spesso i pazienti riferiscono di sentire la mano e le dita gonfie e fredde.


Cicatrici

La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione, (patologica o traumatica) ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell’epidermide, le cicatrici non si rimarginano come le ferite normali, ma lasciano un segno sulla pelle.


Claudicatio intermittens

dal latino claudicatio, «zoppicare» e intermittens, «in maniera discontinua nel tempo») consiste in una difficoltà di deambulazione che recede col riposo. È la manifestazione della vasculopatia periferica, conseguenza dell'aterosclerosi che determina la riduzione del flusso di sangue e dunque di ossigeno ai muscoli preposti alla deambulazione.  La claudicatio intermittens si manifesta solitamente in uomini di oltre 50 anni. Il trattamento tende a ristabilire la giusta perfusione, dato che questo sintomo non è specifico di una precisa malattia, le strategie terapeutiche sono varie.


Colite Ulcerosa

La rettocolite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica intestinale che coinvolge selettivamente la mucosa del retto e/o del colon, nella maggioranza dei casi la parte discendente. Si tratta di una malattia autoimmune più frequente nei paesi maggiormente industrializzati, soprattutto in ambienti cittadini.  


La mucosa appare macroscopicamente arrossata, granulare, friabile e facilmente sanguinante; nella fase conclamata con grave infiammazione si osservano numerose e ampie ulcerazioni della mucosa del colon. Infatti la flogosi porta ad una dilatazione dei vasi sanguigni con emorragie. D'altra parte invece a livello delle lesioni i vasi sanguigni sono compressi per la dilatazione del lume del colon (dovuta all'assenza di peristalsi a causa delle lesioni che interessano i plessi nervosi). La compressione di questi vasi porta ad un quadro di necrosi che rende la mucosa ancora più fragile. Inoltre l'assenza di peristalsi e la compressione dei vasi sanguigni porta a fenomeni di malassorbimento. Il Linfodrenaggio Manuale aiuta il ripristino della normale peristalsi intestinale ed  agisce sulla muscolatura liscia intestinale andando a rilassarla.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER


Colpo di frusta

Meccanismo di accelerazione e decelerazione con trasferimento di energia al collo. Esso può essere innescato da un incidente automobilistico con tamponamento o urto laterale, ma può verificarsi anche durante tuffi o altri incidenti. L’impatto può provocare lesioni alle ossa o ai tessuti molli, che a loro volta possono condurre a svariate manifestazioni cliniche


Coxartrosi o artrosi dell'anca

è una patologia cronico-degenerativa della cartilagine dell'anca dovuta a un'usura dei capi articolari che si instaura progressivamente e compromette la normale deambulazione. Si distinguono due forme di coxartrosi: una primitiva, comune nell'età avanzata, e una secondaria, conseguente a deformità articolari congenite come la displasia dell'anca o a patologie traumatiche, infettive, reumatiche, o alla necrosi asettica della testa del femore. La malattia si caratterizza per un tono muscolare atrofizzato e per una sensazione dolorosa che tende a persistere, soprattutto quando si cammina a lungo, restando in piedi per molto tempo oppure facendo degli sforzi. Il dolore è soprattutto intenso al mattino. Il paziente tende ad esercitare un sovraccarico sull’anca e sul bacino opposti a quelli affetti dalla patologia cosi che la postura non sia in equilibrio, ma tende ad essere in flessione.

 Le cure sono rappresentate da una terapia fisica oppure dall’intervento chirurgico. Fondamentale è la fisioterapia.


Lettera "D"

Deficit propiocettivo

La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista. La propriocezione assume un'importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento.

È resa possibile dalla presenza di specifici recettori, detti recettori propriocettivi o cinestetici, sensibili alle variazioni delle posture del corpo e dei segmenti corporei, che inviano i propri segnali ad alcune particolari aree encefaliche, attraverso il midollo spinale, dando cosi  informazioni sulla posizione e sul movimento, necessarie per l'esecuzione corretta del movimento stesso. Quando i recettori non riescono a raccogliere in modo efficace questi dati, si possono avere disturbi dell’equilibrio. E’ il caso per esempio dei pazienti affetti da EDS.

I recettori sono:

Fuso neuromuscolare: misura la variazione di lunghezza di un muscolo nel tempo (in pratica la velocità con cui un muscolo si allunga e si accorcia durante la contrazione). Per far ciò questo dovrà percorrere in parallelo tutta la fascia muscolare ed essere dotato dell'abilità di contrarsi esso stesso;

Sensore capsula articolare: consente di percepire lo spostamento, o più specificatamente la posizione di uno o più segmenti ossei rispetto ad un altro. Es.: le ossa dell'avambraccio rispetto all'omero (con recettore nella capsula articolare delle articolazioni del gomito);

Organo tendineo del Golgi: è posto in corrispondenza della giunzione muscolo-tendinea ed è sensibile alle variazioni di tensione. Esso è un sensore ad alta soglia, che preserva l'integrità del tendine in questione. Quando noi intendiamo sollevare un determinato oggetto, i muscoli iniziano a contrarsi ancora prima del lavoro effettivo, poiché si "aspettano" una determinata quantità di lavoro. Però, se il carico è esageratamente superiore alle aspettative, tanto da poter lesionare i tendini coinvolti, per riflesso i tendini in questione si rilassano lasciando andare il carico, proprio per preservare la loro integrità;

Recettori vestibolari: corrispondenti alle strutture del labirinto nell’orecchio; 

Corpuscolo di Ruffini: presente a livello cutaneo e delle capsule articolari e sensibile a stimoli pressori e tattili prolungati e intensi;

Corpuscolo di Pacini: presente a livello cutaneo profondo e sensibile alle vibrazioni;

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Dermatite Periorale

Chiamata anche “acne degli adulti” , è più comune tra le donne (gli uomini però ne sono colpiti in modo più grave).  Il volto si presenta arrossato, soprattutto nella zona centrale (guance, naso), disseminata anche in piccole papule (rilievi eritematosi), e,  talora di pustole gialle e cisti (in quest’ ultimo caso si tratta dell’ “acne rosacea”).  Sono quasi sempre evidenti inoltre capillari superficiali rotti (teleangectasie).  La dermatite periorale “cugina” della rosacea , consiste in una “fioritura” di papuline arrossate attorno alla bocca, ai lati del naso, sulle guance  (la cute sopra il labbro superiore non ne è invece mai interessata). La rosacea è una complessa condizione infiammatoria della cute, la cui origine non è perfettamente conosciuta. Esiste sicuramente una predisposizione costituzionale, genetica, sulla quale però poi agiscono fattori diversi (alimentari, digestivi, nervosi, ambientali). Alla base, in ogni modo, si trovano sempre appunto  un’ infiammazione cutanea e fenomeni vasomotori-neurovegetativi.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER


Dermatomiosite

La dermatomiosite è un rara patologia autoimmunitaria che causa una infiammazione del muscolo striato, con progressiva debolezza di muscoli prossimali associata ad una specifica manifestazione cutanea.
Le eruzioni cutanee sono rappresentate da un eritema a tonalità violacea associato ad un edema duro.
Le sedi più colpite sono il volto ed il collo.

Essendo una patologia autoimmune con infiammazione del muscolo, si giova del trattamento linfodrenante.

Terapie consigliate :

LINFODRENAGGIO MANUALE VODDER


Diaframma o diaframma toracico

è un muscolo impari, cupoliforme e laminare che separa la cavità toracica da quella addominale.

Il diaframma è il più importante muscolo respiratorio. La sua contrazione, che ha l'effetto di abbassare la cupola diaframmatica, determina, assieme all'elevazione del torace operata dai muscoli inspiratori, l'espansione della cavità toracica e dei polmoni necessaria al richiamo d'aria nelle vie aeree durante l'inspirazione.

La contrazione del diaframma determina inoltre, assieme ai muscoli addominali e al diaframma pelvico, un aumento di pressione nella cavità addominale necessaria alla minzione, alla defecazione e al vomito. Questa funzione è inoltre fondamentale per la gestante durante il parto.

Nella parte sinistra del diaframma c’è un piccolo foro (lo iato), attraverso il quale passa l’esofago; In condizioni normali, questa apertura  è davvero piccola e aderisce perfettamente all’esofago e lo stomaco è collocato sotto il diaframma.

Quando lo iato si allarga, una parte dello stomaco risale e si origina l’ernia iatale (vedi ernia iatale).

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Disco intervertebrale

è una giunzione fibrocartilaginea che connette due vertebre adiacenti. Consente un movimento limitato tra le vertebre, a flessione e ad estensione nei piani coronale e sagittale e una relativa torsione.

Il disco intervertebrale, (contenuto fra tutti i tipi di vertebre) comprende due sotto-strutture concentriche, esternamente, l'anulus fibrosus che circonda al suo interno il nucleo polposo. Quest'ultimo è costituito da una massa gelatinosa sferoidale, di colore gialloide ed è formato da circa l'88% da acqua. La sua funzione è quella di assorbire e ridistribuire in modo uniforme alla periferia le sollecitazioni di carico evitando una spinta eccessiva all'anulus fibrosus, il quale potrebbe lacerarsi e formare un'ernia del disco.

L'anulus fibrosus è un tessuto elastico stratificato costituito da una matrice extracellulare arricchita da una serie di fibre proteiche (principalmente collagene di tipo II) disposte a zig-zag, dunque orientate non verticalmente. Nello specifico l’anello è composto esternamente da fibre di collagene di tipo I (detto di Sharpey), la parte centrale invece è composta di collagene di tipo II e di condrociti. Il nucleo polposo è un tessuto gelatinoso composto principalmente da acqua (circa 85% in volume nei soggetti giovani e in salute) e proteoglicani. Funge da cuscinetto capace di sopportare gli sforzi di compressione a cui è costantemente soggetta la colonna vertebrale, grazie alla pressione idrostatica che si produce al suo interno. Il nucleo si sposta durante i movimenti della colonna vertebrale e in tal modo rende possibile una certa inclinazione dei piani vertebrali che vengono tra loro in contatto.

A livello cervicale l’altezza dei dischi è di 5-6 mm, più alto anteriormente, per formare la fisiologica curva cervicale in lordosi. A livello dorsale l’altezza dei dischi è di 3-6 mm, con spessore identico davanti e dietro. A livello lombare l’altezza dei dischi cresce, dall’alto verso il basso, da 10 mm a 15 mm e sono più alti nella parte anteriore per formare la lordosi lombare.

I dischi lombari sono quelli più sollecitati, a causa del maggior peso sopportato, e dunque soffrono maggiormente di fenomeni di degenerazione, con perdita di acqua nel nucleo e conseguente riduzione della capacità portante del disco. La causa primaria dei dolori di origine discale è infatti legata essenzialmente ai microtraumi ed ai fenomeni degenerativi che avvengono nei dischi intervertebrali per usura e invecchiamento.


Discopatia

si intende una patologia a carico del disco intervertebrale. La capsula fibrosa del disco, per degenerazione, riduce la sua elasticità e può presentare soluzioni di continuità che a volte lasciano fuoriuscire parte del nucleo polposo. In quest'ultimo caso si parla di ernia discale.

Dal punto di vista clinico, nella maggioranza dei casi, una discopatia decorre in modo asintomatico. Talvolta il nucleo polposo erniato può andare a comprimere le radici nervose che decorrono in prossimità, generando una sintomatologia dolorosa. Ciò avviene più frequentemente a livello cervicale con irradiazione del dolore lungo gli arti superiori (cervicobrachialgia), ed a livello lombare con irradiazione del dolore lungo gli arti inferiori (lombosciatalgia, comunemente detta sciatica).


Disfunzioni Articolazione Temporo Mandibolare (ATM)

Dolore dell’articolazione temporo-mandibolare, o ATM, che connette la mandibola al cranio. 
I microtraumi prolungati (precontatti dentari), le malocclusioni, un trauma severo alla mandibola o direttamente all'articolazione, un "colpo di frusta", alterazioni della postura, abitudini viziate che comportino il sovraccarico dell'ATM (ad esempio l'onicofagia) possono essere tra le cause delle disfunzioni dell'ATM; Altre cause di disfunzione dell'ATM sono meno chiare: alcuni esperti suggeriscono che lo stress, sia fisico che psichico, possa causare o aggravare i disordini dell'ATM. Le persone che soffrono di questi problemi spesso serrano o digrignano i denti durante la notte; ciò può portare all'affaticamento dei muscoli mandibolari e indurre dolore, mal di testa, vertigini, nausea, problemi oculari, problemi nella deglutizione e respirazione, disordini posturali e mancanza di equilibrio.


Disfunzione respiratoria di origine muscolare

Difficoltà della respirazione accompagnata da senso di affanno. 

Le variazioni volumetriche del complesso toraco-polmonare che causano la ventilazione polmonare, sono dovute al movimento del diaframma e delle coste. La respirazione dura circa 5 sec, con la fase espiratoria che si presenta più lunga di quella inspiratoria. La contrazione del diaframma spinge questo muscolo verso il basso, aumentando il diametro longitudinale della gabbia toracica. Le coste sono tirate verso l'alto dalla contrazione dei muscoli intercostali esterni, i quali hanno inserzione su due costole che si trovano una sopra all'altra e in particolare l'inserzione sulla costa inferiore è più vicina allo sterno per permettere il movimento rotazionale che aumenta il diametro antero-posteriore della gabbia toracica, sollevando le coste. Diaframma e intercostali esterni rappresentano i muscoli inspiratori principali, ma in una inspirazione forzata possono entrare in gioco anche gli sternocleidomastoidei e gli scaleni che sollevano le coste. L'espirazione è, respiro tranquillo, dovuta al ritorno elastico delle strutture toraco-polmonari, ma nell'iperventilazione o nell'esercizio fisico entrano anche in gioco i muscoli espiratori, come i muscoli addominali e gli intercostali interni. La terapia Posturale va a riequilibrare la azione dei muscoli inspiratori ed espiratori, permettendo il ripristino del lavoro sinergico, andando a sbloccare quelli contratti.

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Dismorfismo

Il paramorfismo è uno scorretto atteggiamento posturale ai danni della morfologia corporea dell'organismo. Esso ha origine da squilibri muscolari-legamentosi dovuti prevalentemente ad uno stile di vita sedentario, a malsane abitudini posturali, ad una scarsa conoscenza di sé o, più raramente, ad un fatto di genetica, che, protratti nel tempo, in un organismo non giunto a maturità ossea, tendono a diventare delle irreversibili alterazioni strutturali, i dismorfismi, sovvertendo anche il normale accrescimento osseo.

I più dismorfismi sono (vedi anche singole voci ):

 

Scoliosi

Ipercifosi

Iperlordosi

Piede piatto

Ginocchio varo o valgo

Terapie consigliate :

TERAPIA POSTURALE MEZIERES


Distorsione

Consiste in una temporanea modificazione dell'articolazione che non comporta però una perdita di contatto tra le superfici articolari come una lussazione.

La distorsione provoca un danno di gravità variabile alle componenti dell'articolazione: capsula, legamenti, tendini e menisco. E’ causata da traumi o contusioni soprattutto delle ossa più sporgenti, o da movimenti innaturali delle ossa mobili, ma anche da un insufficiente tono muscolare.


Displasia

si intende l'anormale sviluppo cellulare di un organo o tessuto, consistente generalmente in una perdita dei meccanismi di controllo con sostituzione delle cellule mature con cellule immature.  Può essere una condizione che predispone al processo neoplastico.


Distrofia di Sudeck

è una sindrome algodistrofica, visibile nella maggior parte dei casi dopo la rimozione di un gesso ortopedico, in altri casi invece sorge spontaneamente, ancora non sono ben note le cause che determinano l'insorgenza spontanea di questo tipo di algia.

L'arto appare scuro, tumefatto, dolente alla minima mobilizzazione e pressione, il tutto accompagnato da un quadro radiologico di marcata rarefazione osteoporotica. Le regioni interessate maggiormente da questa patologia sono le articolazioni inferiori (caviglie e piedi, nello specifico il tallone).


Dito a scatto

detto anche tenosinovite stenosante, è un disturbo in cui una delle dita delle mani rimane in posizione piegata, per poi raddrizzarsi con un brusco scatto (come se venisse tirato e rilasciato un grilletto, "trigger finger"). La malattia è causata dal restringimento della guaina sinoviale che circonda il tendine del dito colpito. Il disturbo è spesso doloroso e, in condizioni particolarmente gravi, può determinare un vero e proprio blocco funzionale della sede colpita.

Le persone costrette ad eseguire azioni ripetitive di presa, per motivi occupazionali o per hobby, risultano maggiormente suscettibili all'insorgenza del dito a scatto.


Dorsalgia

si intende un dolore localizzato al tratto dorsale (compreso tra le vertebre D1 e D12). Essa può originare dalle strutture muscolo-scheletriche (vertebre, costole, faccette articolari, muscoli, tendini, ecc.) o rappresentare il manifestarsi di patologie degli organi interni (polmoni, cuore, colicisti, fegato, ecc.). 
Inoltre, spesso la sindrome algica non trae origine dal tratto dorsale vero e proprio ma dal tratto cervicale e, viceversa.

Situazioni patologiche a carico del tratto dorsale possono generare dolore in sedi diverse: è il caso delle lombalgie di origine dorsale, dei falsi dolori viscerali, delle pseudo-tendiniti trocanteriche o pubiche, ecc. 
Le patologie che possono generare dolore a partenza dalle strutture muscolo-scheletriche sono: 
- Alterazioni posturali sul piano sagittale (ipercifosi dorsale con compenso cervicale e lombare) con sovraccarico funzionale delle faccette articolari e delle strutture muscolo-tendinee 
- Osteoporosi grave con cedimenti vertebrali o fratture del corpo vertebrale 
- Artrosi 
- Infezioni ossee (es. morbo di Pott o spondilite tubercolare) 
- Malattie reumatologiche (es. spondilite anchilosante)